Erranti sono le rotanti sfere,
Gli astri fugastri senza mai fallire,
Con tal tenor che error non si può dire,
Ma certissimo e altissimo sapere.
Colme di scienze, intelligenze vere
Di su qua giù non cessano influire
Beni e mali a' mortali, e scompartire
A chi noie, a chi gioie, a lor piacere.
Quindi è che a tondo il mondo inferiore
Retto, come architetto, è con misure
Da quel superno eterno Direttore.
Giorni errano di scorni, e notti oscure,
Piene d'acerbe pene e di dolore,
D'amare sorti, e varie morti dure.