Là dove il mare infido il lido lava,
Vico partenopeo, spiaggia veseva,
Bella madre d'amor, leggiadra sveva,
Il cor ne prende, e l'alma rende schiava.
Questa non può domare erculea clava,
Bella e crudel più de le figlie d'Eva,
E sospirar per lei nulla rileva,
Ché sua beltà di libertà ne scava.
Saggia qual dea che già piantò l'oliva,
Tanto senno e valore in lei si trova
Che merta al mondo il titolo di diva:
Semidea citerea, degna che muova
Apollo il plettro, e Omero altero scriva
Di sua beltà, che l'aurea età rinuova.