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1582–1655

CXLI

Ludovico Leporeo

O torme infauste d'Erebo e di Lete, Eumenidi d'Averno, Arpie di Dite, Febri voraci, a che turbar venite Di Milla il dolce sonno e la quiete?

Vespe crudeli, il sangue suo suggete, E gli ostri de le labra iscolorite, E quei favi soavi inamarite Col velen che al bel sen crude infondete.

Ove è il rossor de le vermiglie gote, Pallide quai viole divenute Quando Rovaio od Austro le percuote? Ove il brio de' begli occhi e la virtute,

Che fare allegro ogni cor egro puote, E nel guatar altrui recar salute?

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CXLI · Ludovico Leporeo · Poetry Cove