Per darmi morte su la sponda lazia
Milla arrivò, lasciò l'onda sebezia;
Questa mi frulla, e poi nulla m'apprezia,
De' miei tormenti e lai giamai non sazia.
Non mi dà mai mercé, né mi fa grazia,
Rigida al pianto, frigid'alpe elvezia,
Né ripararme vale arme vegezia,
Ché mi strugge la salma e l'alma strazia.
Scrissemi Apollo a rollo e in sua milizia,
E per me Amor talor seco negozia,
Ma più s'asprisce, irrigidisce, e invizia.
Non l'onda tebra e non la sponda arnozia
Torriano i nei di lei, d'alta nequizia,
D'empietà, di beltà, superba sozia.