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1582–1655

CXIV

Ludovico Leporeo

Qual serran di mia man semino ed aro, E non son losco, ma conosco il vero, Paese da maese, e 'l rosso e 'l nero, Il ferace, il fallace, e altrui l'imparo.

Carco di stabbio arrabbio col somaro, Che va di qua, di là fuor di sentiero, Perciò gl'insegno con legno di pero La strada ov'egli vada dritto e paro.

Ne la vigna benigna io getto in giro Al vitame il letame, almo ristoro, Ond'io del frutto lor tutto respiro. Ma ormai son vecchio, mi impetecchio e moro,

Cinquant'anni d'affanni il giogo tiro, E porto soma in Roma, e son senz'oro.

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