Turco od asturco de l'armento ibero
Nato d'alato Zefiro al respiro,
Ti calco, e teco valco in corso e in giro,
Mobile a' cenni nobile destriero.
Se' tu de' lesti e presti il più leggiero
Che pondo egregio regio sol soffriro,
Miglior di quanti ovanti già saliro
Al Campidoglio con orgoglio altero.
Al tuo talento non v'è argento od oro,
E i Ledei, giurarei, mastri ti furo,
Che ersero Astolfo al golfo di Peloro.
Se tromba che rimbomba odi, o tamburo,
Mordi il fren, stampi il suolo, avvampi in Foro,
Di battagliar, di trionfar sicuro.