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1582–1655

CX

Ludovico Leporeo

Su la chioma di Roma il dio primario Folgorò, fulminò con dardo eterio Del Campidoglio il soglio a vituperio De' prischi dei, statue, e trofei di Mario.

Così giusto colpì senza divario, Col simolacro sacro de l'imperio, L'un de' lattanti infanti, alto misterio, Degno d'aureo disegno in marmo pario:

Del parto spurio augurio, influsso sirio Di Remo, che l'estremo e perentorio Soffrir dovea di morte rea martirio. Quindi sul muro duro divisorio

Romolo a lui fé tumolo porfirio, Non di dulia, d'ipocrisia mortorio.

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