Giorni fugastri, chi può distornarvi,
Veloci più di fuggitivi cervi?
E chi vi diè così forzosi nervi,
Che lunghissima via non può stancarvi?
Non ponno carmi magici arrestarvi,
Né da l'obliquo corso trattenervi,
Sorvolanti nel cielo aspi protervi,
Né d'Eto e da Pirroo discompagnarvi.
Né Amor, né Morte vagliono a impedirvi,
Né Febo da le redini disciorvi,
Né da caparbietà disferocirvi.
Voi trascorrete infelloniti e torvi,
Né v'è Mesapo alcun che ardisca dirvi:
“Fermatevi, ch'io voglio il freno imporvi”.