Fo tenzon nel rion di Campo Marzo
Col canonico Andrònico d'Oderzo,
E fa la tresca e la moresca in terzo
Il donno Andrea de la contea di Tarzo.
Procurator mio creo Matteo Bomarzo,
Che sa il mestier da ver e non da scherzo,
L'ungo la man, e poi lo pungo e sferzo,
E gli avversari in modi vari sgarzo.
Propongo dubi a rubi e glose a scorzo
Al vaio ed al notaio Buonaccurzo,
Dando al Merenda la prebenda e l'orzo.
Litigo, imbroglio, e verzo l'oglio e l'urzo:
Ché ciascun fa di qua, di là suo sforzo,
Com'edera suol far, rampar nasturzo.