Milla di me non ha pietà, né regola,
Che ognor mi fora il cor come verrigola;
E più ch'io l'amo e chiamo, e più che istigola,
Velen getta dal sen, proprio petegola.
Con rei sospir a' miei desir non piegola,
Di natura aspra e dura, e non castigola,
Infedele e crudel più di Caligola,
Ché beve il pianto mio quanto una tegola.
Se una volta m'ascolta che interrògola,
Vuol doppie a coppie e piange, ed io rasciugola,
E con parole e cantafole affogola.
S'incolera, non tolera, e mi giugola;
Già mia vita è finita e non prorògola,
Ché lingua ho muta, e m'è caduta l'ugola.