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1582–1655

8

Ludovico Leporeo

Dal dì ch'a laida Taida m'accostai, In fresca età la libertà perdei, E per gradir, e per seguir costei Ben spesso lungi da me stesso andai.

Le saette d'Amor al cor provai, E gieli più crudeli de' rifei, E ben lo sanno i sensi intensi miei Quanto m'ansi, arsi, piansi, e sospirai.

Non servitù, ma schiavitù soffrii Per disgusti non dare ai gusti suoi, E in guai entrai onde non mai ne uscii. L'unghie de' mostri e i rostri d'avoltoi

Mi sbranar, lacerar, e ognior sentii Puntuti, acuti pungoli, e rasoi.

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