Chi rime imprime degne di teatro,
Con numeroso armonioso metro,
Osservo e gli son servo e gli vo dietro,
E l'onoro e l'adoro e l'idolatro.
Svello ancor io napello e 'l rio veratro,
E sgombro il campo d'ogn'inciampo tetro,
Di cespi e trespi i solchi zappo e spetro
Del toscanesmo col medesmo aratro.
Coltivo il verde olivo e l'aureo citro,
E colgo dal terreno ameno enotro
Poma a soma, oro, argento, alume e nitro.
E dell'uva vesuva e ciprio botro
Propino porporino ostro d'Eritro,
Che fa lieti i poeti, e n'empio l'otro.