Deh perché, Milla, oimè svelli i capegli,
E ti maceri, laceri, e scompigli,
E 'l ciel crudel ingiuri, e lo ripigli,
Come di mal fatal cagion foss'egli?
Ciò ver non è, credilo a me, ché quegli
Lascia a chi vuol che duol, noia si pigli,
E prenda altro più scaltro i suoi consigli,
Faccia, disfaccia, stii, s'addorma o vegli.
Guata che Amore il cuore non t'imbrogli,
E con ria gelosia non t'ingarbugli,
E senza più d'ogni virtù ti spogli.
Se non celi, ma sveli i duri acugli,
Ti sciorrò, ti trarrò da rei cordogli,
Da roveti, spineti, estri e cespugli.