Qual pensier t'ange e frange di Baalo,
Che guati obliquo, e con iniquo zelo?
Rapir vorressi, se potessi, al cielo
Le stelle, e calpestar quelle col talo?
Brami portenti, e agli elementi il calo,
S'apran gli abissi, e 'l sol s'ecclissi in gielo,
Mentre ogni busca, ogni mollusca e pelo
Fiuti e rifiuti, rio Sardanapàlo?
Vuoi cangiar Ebro in Tebro, Eufrate in Nilo,
L'alpi far basse, e svolger l'asse al polo,
Stringer il mar, drizzar i lidi a filo.
Non tanto fasto, è troppo vasto il volo;
Pur non prevali a noi mortali un ilo,
E a noia hai ciò che Dio creò tu solo.