Son giunto al punto omai di farmi frate,
Per non aver da poter viver prete,
Ché la corte m'ha scorte le monete
Che m'avea conte il monte di pietate.
Passo leggiere intiere le giornate,
M'incolero col pan, tolero sete,
E faccio molte volte le diete
Dal parochian cristian non commandate.
Se bevo non annevo il vin di vite,
E mangio l'erbe acerbe, agli, e carote
Di Viterbo, che serbo inacetite.
La fame infame il fianco mi percuote,
Tarpe ho le scarpe in piè, le calze trite,
Lasche le biancarie, le tasche vuote.