Occhi, dell'alma mia etnee fornaci,
De l'incendio d'amor promètee peci,
Avventatemi strali a dieci a dieci,
Ch'esser esca io desio d'empiree faci.
Mute lingue del cor, piaghe loquaci,
Impetrate da lei con meste preci
Che mi sanino il cor con liete veci
Le soavi parole e i dolci baci.
E voi, rotanti stelle e cieli amici,
Non siate a raggirar così veloci
Le fortunate notti e i dì felici.
Tempratemi del cor le vampe atroci
Con l'etesie d'amor ristoratrici,
Angeliche del ciel beate voci.