Libero ognor delibero menare
La vita mia, e padronia godere,
Né crediti o discrediti amo avere,
E i giorni adorni in Roma consumare.
Servitù, schiavitù non più provare,
Ma il poco in ogni loco possedere,
E i miei denai, non mai gli altrui tenere,
Né fallito o sbandito o dubio andare.
Più tosto voglio pan tosto inghiottire,
Stentato e guadagnato con sudore,
Che di carne di starne il ventre empire.
La libertà mi fa più lieto il core
Che con agi in palagi a re servire,
E di mie tarpe scarpe esser signore.