Benché fossi cantor miglior di Delio,
E di lui che descrisse Ulisse ed Ilio,
D'Orazio, Stazio, Seneca e Vergilio,
Non potrei lauro od auro aver d'Aurelio.
Se attondo errassi il mondo dell'Ortelio,
Dal Lilibeo col colombeo navilio
Al mar di Malabar, Rosso, o Pamfilio,
E tragissi e salissi Olimpo e Pelio;
Se avessi e possedessi un monopolio
Di versi tersi degni di Sedulio,
E andassi agli assi dell'empireo solio,
A' dì miei non avrei d'avanzo un giulio;
E pur chi tutto dì svolta il Nizolio
Tien con Prisciano in mano ampio peculio.