Pria ch'io vegga ver me Milla placabile,
La voragine fia d'Averno esplebile,
Sarà lieto il dolore, il riso flebile,
L'alpi volanti, e l'Aquilone stabile.
Fia l'amor odioso, e l'odio amabile,
E a sostener le stelle il polo debile,
E de l'empireo il gran convesso implebile,
E per base del mondo il centro inabile.
Fia di diamante il mare, e 'l ciel frangibile,
Le tenebre lucenti, e 'l sole ignobile,
Tardo il pensier, l'eternità finibile.
Fia fermo il moto, e la quiete mobile,
E l'impossibiltà sarà possibile;
Ma ben ch'ella mi sprezzi io l'amo immobile.