Entro in settanta, e son cinquanta gli anni
Che vivente Clemente a Roma venni,
Ove in corte servii, patii, sostenni
Più di diaspri duri ed aspri affanni.
Le portiere adorai, provai gl'inganni,
E in servitù povero più divenni;
Per lunga età la gravità mantenni
Di zaccarosi e polverosi panni.
Sorsi matino e corsi a li tintinni
Di gran prelati, porporati, e donni,
Degl'Inquisiti, Sacri Riti ed Inni.
D'altri men scaltri ambizion s'indonni,
E corteggiani vani incanti e ninni,
Ch'io vo' goder miei gusti, e giusti sonni.