Mando fine cortine acciò ben trattile,
Lavinia amata, ed in bucata nettile,
E col sapone in infusione mettile,
E con man calchi pian, che non ischiattile;
Ché le apponti e le conti e non barattile,
Ché son di fil sottil mia suppellettile,
E dentro al centro del tinozzo assettile,
Né le strappazzi, né con mazzi sbattile.
Fa' che non sia forte lessia, che scottile,
Né dello straccio il ceneraccio imbruttile,
Ma monde e terse, dopo asperse sbottile.
Poi su le stanghe, corde, e spranghe buttile,
E a l'aure e al giel del chiaro ciel pernottile,
E al sol di maggio su l'erbaggio asciuttile.