Fu pinto Amor da quell'antico adagio
Fanciullo ignudo e cieco per dispregio
Di chi l'adora, a cui dà privilegio
Ampio di pena e colmo di disagio.
Entra con sue lusinghe egli a bell'agio
Ne' nostri petti, e ponvi il trono regio,
Adorno sì, ma d'apparente fregio,
Qual d'Alcina incantato almo palagio.
Talor fa divederne alto prestigio
Di portento circeo o d'antro androgio,
Ma il tutto è larva, e non v'appar vestigio.
Di nostra vita in man tien l'orologio
Che gli amanti devolve al centro stigio:
Questo è d'Amore il veritiero elogio.