Da l'orizonte e monte ove il sol cade,
Sino dai lidi eoi, che a noi se 'n riede,
Amante polimante altro non vede
A te simìl, gentil, che più gli aggrade.
Cedono al brio natio di tua beltade
Narciso del bel viso, e Ganimede,
Ché scompartito il crin, pulito il piede,
Calchi e cavalchi le romane strade.
Ogni dama ti brama e si conquide,
E vagheggiarti e favellarti gode,
Ti saluta, sternuta, e teco ride.
Altro che dir del tuo vestir non s'ode,
Lulla s'annulla il cor, Lilla s'ancide,
E Milla mia di gelosia si rode.