Skip to content
1582–1655

38

Ludovico Leporeo

Così mia sorte ria mi calca e sbassa, E mi mette in manette ed in soppressa, Ch'io scrivo al banco, e vivo con la messa, Né vesto lana ispana, o felpa bassa.

Il mio bevere è il Tevere, che passa, Di qua, di là, per la città mal messa Per me, che ognor mi diè broda e vinessa, E pagnotte mal cotte alla ganassa.

Ho un astro di disastro, e stella fissa Che mi mira con ira e rompe l'ossa, E con la Luna e con Fortuna ho rissa. Non servo più, non ho virtù che possa

Servir e non gradir chi mi sobbissa, Ch'al sossiego è un don Diego, e gli occhi ingrossa.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
38 · Ludovico Leporeo · Poetry Cove