Speranza di signor danza è di matto,
Che chi a mirarla sta, n'ha gran diletto,
Ché un corteggiano vano e poveretto,
Quando lo crede men, vede il suo sfratto.
Piglio per me consiglio, e 'l fo de fatto,
Di non drizzarmi e racconciarmi il letto,
Ch'io temo e tremo non mi venga detto:
“Da me stanne lontan, vanne”, ad un tratto.
Questo pensiero è vero, e mi sta fitto
Perpetuamente nella mente chiotto,
Com'un chiodo sodo nel soffitto.
Di questi casi quasi che son dotto,
Ché da la sorte in corte fui trafitto,
E porto il petto franto e 'l manto rotto.