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1582–1655

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Ludovico Leporeo

>Milla, che pensi tu? Non più; t'ammali, E indarno piangi e t'angi e ti quereli: Lascia pensare a rimenare i cieli Le medesme quaresme e i carnovali.

Ci affanniam, ci uccidiam da noi mortali, Nascon dai mesti sangui angui crudeli, Che ne mangiano il cor, cangiano i peli, Cagion di febri e di funèbri mali.

Vivi allegra e non egra, e fa' che fili La tua sirocchia la conocchia, e ispuoli Le camice e terlice per mantili. Tu con le calde cialde e ' mostaccioli

Scendi in cantina, e spina li barili, Ché debiti non hai, né fai figlioli.

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