Chi muore per amore di stranguria,
Chi gonfio va di vanità di boria,
Chi geme per la speme frustatoria
Che lo imberlina e disciplina in Curia.
Chi scrive in poesia, vive in penuria,
Chi tesse in carte con poc'arte istoria,
Chi produce alla luce stampatoria
Di proposte e risposte una Centuria.
Chi s'ammoglia, e s'imbroglia di miseria,
Chi fa vita romita questuaria,
Chi non digiuna mai veruna feria.
Chi nell'attivo e nel passivo svaria,
Chi con mere chimere di materia
Che lo scervella fa castella in aria.