A pagnotte biscotte ho fatto l'abito,
E notte e giorno soffro scorno indebito;
Cresce la taglia a la muraglia, e 'l debito
Si fa maggior ognor con l'oste Agabito.
Da mattaccino o burattino ho l'abito,
Né in contante al mercante mai mi sdebito,
E per calzar al calzolar m'indebito,
Già son fatto prigion se non disabito.
Rilassato è il mandato, il conto essìbito,
Vado sospetto, e del capietto dobito,
Ch'a legarmi e lasciarmi sta in suo libito.
Da lo scrivere tanto ho franto il gobito,
L'erario del datario m'è proìbito,
Ben ch'io duppliche suppliche al perobito.