Parlo con gli occhi, e con la lingua taccio,
E tento di fuggir, e più m'intreccio;
Qual neve a l'aure caure mi disfaccio,
Né mai da' guai mi sciolgo e mi scorteccio.
Al cielo io mi sollevo, e in terra giaccio,
Quanto m'affretto più, meno mi streccio;
Ardo di dentro, e sembro fuori un ghiaccio,
Batto d'Amor la rocca, e non la sbreccio.
Penso d'uscir da' lacci, e non mi spiccio;
Quanto mi tergo più, e più m'incoccio,
E dal foco d'Amor rimango arsiccio.
Tutto d'affanno e di sudore io goccio;
Così di Milla avampo e m'incapriccio
Che già son giunto all'ultimo singioccio.