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1582–1655

12

Ludovico Leporeo

Come aringa fiamminga over saracca Amor mi sfuma, mi consuma, e secca, E col dardo d'un guardo il cor mi stecca, E con la freccia sua mi sbreccia e spacca.

Lilla ria mi spupilla e mi spatacca Di quanti avea contanti nella zecca, Onde spesso interesso alla Giudecca Il mantello, il guarnello, e la casacca.

Sovente di repente me la ficca, Mi rapina, e squatrina, e mi sbaiocca, E la vuol vinta a goffo, a pinta, a cricca. Mi spela, e si querela, e ognor tarocca,

M'imbroglia, mi dispoglia, e mi sborricca, Ché scaltra è più d'ogn'altra, e fa la sciocca.

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