Come aringa fiamminga over saracca
Amor mi sfuma, mi consuma, e secca,
E col dardo d'un guardo il cor mi stecca,
E con la freccia sua mi sbreccia e spacca.
Lilla ria mi spupilla e mi spatacca
Di quanti avea contanti nella zecca,
Onde spesso interesso alla Giudecca
Il mantello, il guarnello, e la casacca.
Sovente di repente me la ficca,
Mi rapina, e squatrina, e mi sbaiocca,
E la vuol vinta a goffo, a pinta, a cricca.
Mi spela, e si querela, e ognor tarocca,
M'imbroglia, mi dispoglia, e mi sborricca,
Ché scaltra è più d'ogn'altra, e fa la sciocca.