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1582–1655

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Ludovico Leporeo

Chi le mie carte sparte inchiostrarà, Opra farà degnissima di re, Per cui mercé di mano in mano andrà La novità che architettai da me.

Chiunque egli è che compassione m'ha, So che dirà: “Costui quanto tessé, E combatté con gran difficoltà!”; E Clio lo sa che non mi tengo in piè.

Vi giuro a fé che il senno mi svanì, Né mai guarì quel poco che restò, Ma travagliò due giubilei de' dì. Oggi altresì ad imbarcarmi vo;

Stampo però, né spendo miei tarì: Che vuol così Rinaldo, e pago io sto.

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