Odesi in fin al pian de' campi insubri
senza el suo pregio sospirar la valle.
Scorre Megera ogni vicino calle
con ceraste, e mortiferi colubri.
Sono i fior secchi e bianchi e verdi e rubri,
e ogni erba vien che venenosa falle;
più ghirlande non ho vermiglie, o gialle,
per coronar del monte i bei delubri.
Ivi a cangiar mi vo, dove per tempo
già sento dirmi da terribil tromba:
– Non sperar più, che gli è passato il tempo. –
E con quel suon che nel mio cor rimbomba
per la morta speranza in ch'io m'attempo,
cerco non lei, ma lagrimosa tomba.