Opra crudel fu, Amor, per quel ch'io veggio,
quando mi festi di tal donna amante,
qual sempre fugitiva e sempre errante
or quinci or quindi va cambiando seggio.
Se a vederla in un luogo io mi proveggio,
anzi ch'i'mova a caminar le piante
altrove è gita, unde mi trovo in tante
doglie, che nel furor non mi correggio.
Signor, perché m'hai posto in tanta inopia
del fido sguardo de' dolci occhi suoi,
di che felice me nudristi in copia?
Struggeme, e contra me fa quanto vòi,
dagli Scizia per stanza, o l'Etïopia,
che punto de mia fé scemar non puoi.