S'io sempre piango, e se morir vorrei,
giusta cagion m'induce, e iusto sdegno,
ché, quando fui di tal compagna degno,
puotean nel ciel invidïarme i dei.
Or, miser, che farò senza colei
ch'era del viver mio fido sostegno?
Io sono in mar qual disarmato legno,
combattuto da venti adversi e rei.
Altro non ho del mio lubrico bene
che 'l suo nome, ch'ognor piangendo chiamo,
e richiamando in vita or mi mantiene.
Questo solo m'aggrada, e il picol ramo
de mia salute da lui sol mi viene;
che fia dunque a veder quel che più bramo?