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1460–1538

84

Luca Valenziano

Ricca, famosa e inestimabil tomba fondata a ricoprir le ignude membra ch'ebber molti anni un glorïoso spirto che fa fiorir ne le sue rime un lauro,

col core acceso io vengo, e con la lingua a salutar colui chi non è morto. Non è Francesco veramente morto, benché sia freddo nella fredda tomba,

però che con virtù della sua lingua mentre ebbe el peso de le vive membra cinse la chioma d'un formoso lauro chi fa l'om immortal sì come el spirto.

Spira del tuo favor felice spirto là dove io son senza el mio lume morto, ch'io non posso da me gustar quel lauro che del triunfo suol ornar la tomba,

né senza lei sapper chi le mie membra eterne faccia con la sciolta lingua. Dal Ciel mi snoda la confusa lingua quanto conviensi a un sì pietoso spirto

che qui lassò queste amorose membra. Se ciò non merto, almen poi che sia morto dammi un sasso vicino alla tua tomba, se non mi sdegna un sì flagrante lauro.

Io sudo appiè del faticoso lauro ove ti chiamo con la stanca lingua, ch'i' vorrei col tuo lume uscir di tomba e con mie note intenerir lo spirto

sol di colei ch'al suo partir m'ha morto, e senza alma lasciommi aride membra. Tu già piangesti le troncate membra per molto tempo d'un peregrin lauro;

et io, piangendo chi al partir m'ha morto, vo fatigando el Ciel con la mia lingua, né già mai spero tranquillar lo spirto, se non quando sarò dentro alla tomba.

Felice tomba, che le belle membra chiudi, no 'l spirto, di questo almo lauro, mai senza lingua non sarà el tuo morto.

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