Or più non voglio di mia vita uscire
lassando l'oppinioni infide e torte,
né più scoprirmi con le guance smorte,
che paura e dolor fecer smarrire.
Ecco madonna ch'ancor fassi udire
ne le sue carte, a me pietose scorte,
e par che del mio mal si doglia forte,
sì che depono i gravi sdegni e l'ire.
Più che mai dolce nel suo dir favella,
e speranza mi porta ov'io m'appiglio
securamente in questa mia procella.
Onde or la penna, e non la spada piglio
per ringraziar colei che, come stella,
m'ha serenato el tempestoso ciglio.