La donna nostra valorosa e piena
di grazia, e di beltà che in sé conchiude,
sì saldamente nel mio cor si chiude
ch'io non pregio il cantar d'altra sirena.
E sento dentro a l'alma e in ogni vena
quel gagliardo pensier ch'ogn'altro exclude
dirmi: – Non sospirar con rime crude,
se con più dolci la puoi far serena. –
Ma non trovando quel soccorso fido
escon le rime mie con tal fatica
che, volendo cantar, io piango e crido.
Se non la laudo, almen fia che si dica
sempre in la valle con pietoso strido
come qui m'arse ove più m'era amica.