Se la speranza d'un più bel soggiorno
non mi porgesse nel martir conforto,
io cadrei veramente in terra morto,
quando con la memoria a te ritorno.
Veggiome tanto mal sempre dintorno
che a gran fatica le mie membra porto,
e chi me mira sì cangiato e smorto
crede che di me sia l'ultimo giorno.
Più mi doglio d'Amor che m'appresenta
ognor quelle tue grazie contro il petto,
e il parlar che ascoltando il duol rallenta.
Con queste arme mi toglie ogni diletto,
ché 'l ricordar di te più mi tormenta,
quanto son più lontan dal tuo conspetto.