Quando pensoso a sospirar mi volto
tra queste piagge e questi erbosi campi,
spesso m'avien che con la mente io stampi
in qualche oggetto el tuo leggiadro volto.
E con tanto piacer corro disciolto
ove convien che nel mio errore avampi,
che ridir non so ben come io ne scampi
mentre el troppo desir mi tiene involto.
E quanto la mia favola ancor dura
teco ragiono, e teco movo i passi
dove viva mi appar la tua figura.
Ma poi ch'io torno al ver, con gli occhi bassi
riprendo me, chi per soverchia cura
parme vederti, e vedo arbori e sassi.