O stellato giardin di gemme et oro,
al mio tempo felice, or sì selvaggio,
ove è la pianta che un fiorito maggio
al verno mi mostrò per mio ristoro?
Lasso, quando sperai con bel lavoro
el frutto maturar sì come saggio!
Ecco un vento crudel, per farme oltraggio,
l'arbor transporta, ond'io me discoloro.
Secco giardin, ch'in sì benigna sfera
perso hai la tua bellezza e la tua pompa,
che fia di te nella stagion più fiera?
A me caduta è la speranza altiera,
onde Morte convien che m'interrompa
anzi che torni la mia primavera.