Io non vidi già mai sì ornati e belli
colli ombreggiar sì amorosetta valle,
n'erbe sempre vermiglie, e sempre gialle,
né sì pietoso lamentar d'augelli.
Ninfe d'amor, coi piè candidi e snelli,
vengono a me non per signato calle;
Zefiro spira lor dietro alle spalle,
increspando gli aurati e bei capelli.
Scherzon le fere per gli ombrosi boschi,
guinzano i pesci per lo fiume in schiera,
e par che 'l mio dolor ciascun cognoschi,
dicendo tutti insieme: – Amico, or spera,
ch'ancor farà sereni i tuoi dì foschi
quella ch'al suo partir ti fe' una fera. –