Pien di vaghezza nel mio cor serena
spesso ritorno a quel bel loco sacro,
ove del mio non finto simulacro
la ricordanza al suo culto mi mena.
Ivi l'arco, la face e la catena
e il strale, che mi fa squallido e macro,
sopra un'ara di foco gli consacro
bagnato del sudor d'ogni mia vena.
E se in lei sveglio tutti i sensi mei,
quello eterno desir ch'al cor s'asconde
ocultamente mi transforma in lei.
So ben che l'occhio mio non si confonde,
ché in me la vedo. e per bontà dei Dei
dolce m'ascolta, e dolce me risponde.