I' veggio i colli, e pur colei non veggio
che già m'apparve trionfante e bella
tra questi monti, dove Amor m'apella,
onde or sì ardente col penser vaneggio.
Ché ripensando a sì amoroso seggio,
a sì bel viso e a sì dolce favella,
sì pungente desir l'alma flagella
ch'io non so ben come nel mal mi reggio.
Per non vedervi, o solitarii colli,
questi occhi abbasso con le luci torte,
poiché non v'è colei che gli fa molli.
E mi convien fuggir per vie distorte
da voi lontano, ove i pensier miei folli,
non ritrovando lei, mi puon dar morte.