Donne e compagne di quel chiaro sole,
che ne die' cose leggiadrette e nove,
bello atto se di me pietà vi move,
che perso ho sì begli occhi, e tai parole.
Non veder meglio, o meglio udir si suole:
cercate pur quanto vi piace altrove,
ché da quel viso ogn'alto ben ne piove
con le grazie d'amor secrette e sole.
Troppo felici e aventurosi amanti
che ad ora ad or, nei vostri visi belli,
temprando vanno i lor notturni pianti!
Sdegno ho di quei che più protervi e felli
sazii non son de' vostri sguardi tanti:
et io d'un sguardo porto invidia a quelli.