Gelido fonte, che col fresco umore
vai restorando la campagna e l'erbe,
or più non bagni quelle man superbe
come solevi nello estivo ardore.
Tu, mormorando allor senza furore,
meco addolcivi le mie pene acerbe;
or non è chi le rime disacerbe,
tutte rivolte a sospirar col core.
Meglio, o Narcisso, il tuo bel viso al fonte
specchiasti, allor che per odiar le ninfe
tanto desiasti la tua propia fronte.
Ma me di me le mie fattezze inconte
odioso fanno in su le chiare linfe,
quando n'avien che 'l mio color m'affronte.