Sotto la nobil pianta
di cui porto nel cor sempre radice
fecemi Amor sopra ciascun felice.
Con quale ingegno mai, con quai parole
l'atto pietoso e santo
dir posso, e con qual mano fia ch'io lo scriva?
Occhio mio destro, aventuroso tanto,
non occhio più, ma un sole,
tal prendi qualità da la mia diva.
Con quel mio ben fioriva
tanto alto il cor, che fuor di caldo e gielo
poco mancò ch'io non volassi in Cielo.