Veggio il colle apparer sotto cui splende
quel chiaro e vivo sol che sol mi piace,
onde l'alma arsa d'amorosa face
ne l'obietto vicin forza riprende.
Così nel cor l'usato ardir s'accende,
che mentre gli è lontan qual spento giace;
la muta e fredda lingua or più non tace
il nome che chiamando Eco mi rende.
Quella ch'Endimïon forse ancor geme
or m'accompagna col più vago lume
a mezza notte, et ogni stella insieme.
Mancano l'onde al ben pietoso fiume
nel mio passar. O mia beata speme,
che ben amando mi dà luce e piume!