Placido sogno, che con dolce errore
sì dolcemente in me dal ciel scendesti,
quanto diletto e quanto ben mi desti
allor ch'entrasti nel sopito core!
Unde or, che senza ben verace more
l'anima, vinta da pensier molesti,
spera che tu pietoso ancor gli presti
con quel finto piacer grato favore.
Guarda a che insania el gran desir mi mena,
che i sogni abbraccio, e vaneggiando al vero
penso con ombre temperar mia pena.
Con tanta arte governi, Amor, l'impero,
che dagli affani onde è mia vita piena
e da' tuoi lacci uscir già mai non spero.