Oggi mi lasci pur, Lucrezia bella,
di cui mi spoglia il Ciel nel secondo anno,
e morendo in me svegli il primo affanno
de l'altra mia Lucrezia, a te sorella.
I' so, figlia, che sei lucida stella
nel ciel, fuor de le man del rio tiranno,
ch'alma sì pura non riceve danno
in quella età, ch' a Dio non è ribella.
Ma pur contra il dolor son sì mal forte
che del tuo ben vo lagrimoso e basso,
biasmando ognor la tua felice sorte.
E ripensando a le tue grazie, oh lasso,
per abbracciarti ancor priego che Morte
teco mi chiuda sotto al freddo sasso.