O voglia acerba dispietata e dura,
quando l'umana vista odia la luce
ed a bramar mai sempre si conduce
il corpo, degli spirti sepoltura.
Onde vien tal error che rubba e fura
l'eterna pace? E chi n'è scorta e duce?
E chi tanta miseria in noi produce?
Nasce da l'uomo, o forse il ciel n'ha cura?
Il dubbio orrendo dentro al petto volgo,
or dico: è l'uomo; or dico: in ciel si tesse
del corpo e de lo spirto il fine estremo.
Ma quando l'occhio al sommo ben rivolgo,
che 'l vero fine a' nostri cuori impresse,
me stesso incolpo e di me stesso temo.